Residenze sanitarie per anziani, si complica la ricerca di un posto per le persone con Alzheimer. È conseguenza indiretta di norme incerte e di alcune sentenze emesse negli ultimi anni.
ROMA – Residenze per anziani, si complica l'ingresso per coloro che hanno una malattia come l'Alzheimer. Come spiegano segnalazioni e denunce fatte negli ultimi mesi, e riportate da diversi organi di stampa, molti famigliari di persone con demenza dicono che la ricerca di un posto è più complicata, lenta, in molti casi ostacolata dai dirigenti delle stesse residenze per anziani. I problemi, scrive ilpost.it, non riguardano la malattia in sé o le difficoltà di trattarla; sono invece la conseguenza indiretta di norme incerte e di alcune sentenze emesse negli ultimi anni, anche recenti, parte di una lunga contesa giudiziaria legata alle rette e soprattutto a chi debba pagarle. Alcuni tribunali – in uno degli ultimi casi la Corte di Cassazione – hanno riconosciuto a singole persone anziane malate di Alzheimer il diritto a non pagare le rette obbligando il servizio sanitario nazionale a sostenere tutte le spese. Nonostante le sentenze riguardino casi specifici, le notizie delle sentenze hanno convinto molti famigliari di malati a sospendere i pagamenti, compromettendo fin da subito i bilanci delle residenze sanitarie per anziani che senza una legge non possono avere i soldi dallo Stato. In mancanza di un intervento chiarificatore del governo, confusione e incertezza stanno portando molte dirigenze a tutelarsi: siccome temono di doversi sobbarcare i costi per intero, stanno iniziando ad accogliere nuovi malati di Alzheimer con una certa riluttanza o addirittura a chiudere i reparti dedicati all'Alzheimer.
In Italia le rette delle residenze per anziani, le Rsa, pubbliche o private accreditate con il pubblico, sono composte da due tipi di prestazioni: quella sanitaria e quella cosiddetta sociale o più comunemente alberghiera, cioè per la camera, i pasti, la pulizia, la lavanderia. Il servizio sanitario nazionale di norma rimborsa la quota sanitaria, nella maggior parte dei casi il 50 per cento della retta. La restante metà è a carico delle famiglie, che tuttavia devono sobbarcarsi l'intera retta quando non sono più disponibili posti accreditati. Se una famiglia non ha abbastanza soldi può ricevere un aiuto economico dai Comuni attraverso i servizi sociali. In quasi tutte le sentenze seguite ai ricorsi presentati dai famigliari, i giudici hanno stabilito che nei casi di Alzheimer o altre malattie legate alla demenza i costi sanitari e quelli sociali sono però 'inscindibili', cioè inseparabili, e per questo devono essere sostenuti interamente dello Stato. Se questo principio fosse applicato per tutte le persone con l'Alzheimer, la spesa per lo Stato sarebbe notevole perché in Italia sono circa 300mila i posti letto disponibili nelle residenze per anziani, di cui circa il 40 per cento occupati da persone con problemi di tipo cognitivo, potenzialmente coinvolti nell'esenzione stabilita dai tribunali. Secondo diverse stime, se lo Stato dovesse farsi carico di tutti questi ricoveri, la spesa del fondo sanitario nazionale aumenterebbe tra 7,5 e 10 miliardi di euro all'anno. Con il progressivo invecchiamento della popolazione e la necessità di aumentare i posti nelle residenze per anziani si stima che nel giro di pochi anni la spesa potrebbe addirittura raddoppiare. "Nel migliore dei casi parliamo di 20 milioni di euro al giorno. Finiremmo con spendere il 15 per cento del fondo sanitario nazionale per lo 0,5 per cento della popolazione, mandando a scatafascio molti altri servizi", dice Luca Degani, presidente di Uneba Lombardia, l'unione nazionale enti di beneficenza e assistenza. "È giusto pensare di investire di più sul sistema sanitario, ma sviluppando meglio servizi esistenti e sostenibili".
Le singole sentenze costituiscono sì un precedente, ma non possono cambiare automaticamente la legge. Per questo le associazioni che si occupano di malattie legate alla demenza hanno sollecitato il governo a intervenire con una norma chiara e definitiva.
Fonte della notizia: www.superabile.it